
La storia di Villa Mimbelli è un perfetto esempio dell’eleganza cosmopolita che caratterizzò Livorno nella seconda metà dell’Ottocento. Non è solo un parco, ma il simbolo del successo di una ricca famiglia di mercanti di origine dalmata che si è stabilita in città intorno al 1854.
Ecco le tappe fondamentali della sua evoluzione:
Le Origini e la Famiglia Mimbelli
La villa fu commissionata da Francesco Mimbelli, un facoltoso commerciante di grano e altri prodotti, sposato con Enrichetta Rodocanacchi, di origine greca, che morì a seguito delle complicazioni per la nascita di Luca, due anni dopo la costruzione della villa fatta erigere per lei. I Mimbelli erano una delle famiglie più influenti della città e desideravano una residenza suburbana che riflettesse il loro status sociale.
Ebbero un figlio Luca, sposatosi con Fanny Scaramangà e un nipote, Francesco Maria Mimbelli ammiraglio della Marina Militare, sposatosi con Maria Teresa Martini, senza figli.
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Architetto: Il progetto fu affidato a Vincenzo Micheli, uno dei protagonisti dell’architettura livornese dell’epoca.
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Costruzione: I lavori iniziarono intorno al 1865 e terminarono nel 1875.
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Architettura e Interni
La villa è un capolavoro di eclettismo. Mentre l’esterno appare sobrio e imponente, gli interni sono un’esplosione di decorazioni:
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Affreschi e decori: Annibale Gatti e altri artisti dell’epoca riempirono le sale con decorazioni in stile neorinascimentale e rococò.
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Il Teatrino: Una delle perle della villa è il piccolo teatro privato, utilizzato dalla famiglia per intrattenere gli ospiti illustri.
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I Granai: Accanto alla villa principale furono costruiti i granai, necessari per l’attività commerciale della famiglia (oggi utilizzati come spazio espositivo).

Il Parco Storico
Il parco non è un semplice giardino, ma fu progettato come un giardino romantico all’inglese.
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Botanica: Vennero piantate specie esotiche e locali, creando un’atmosfera suggestiva con vialetti sinuosi e zone d’ombra.
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Elementi decorativi: Nel parco si trovano ancora oggi una grotta artificiale, un laghetto e diverse strutture di servizio che servivano a rendere la villa completamente autosufficiente.
Dal Declino al Museo Civico
Dopo la morte degli ultimi membri della famiglia Mimbelli, la proprietà passò al Comune di Livorno.
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Seconda Guerra Mondiale: Durante il conflitto, la villa subì danni e fu occupata dalle truppe alleate.
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Oggi: Dal 1994, Villa Mimbelli ospita il Museo Civico “Giovanni Fattori”. Le sue sale ospitano la più importante collezione al mondo di opere dei Macchiaioli, tra cui capolavori dello stesso Fattori, di Silvestro Lega e Telemaco Signorini.
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